La Voce dell’Ossido (Parte II)

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Ed ecco a voi la seconda parte del testo recitato ottimamente a Radar da Maria Antonietta Centoducati e dipinto da Lunghini

Siamo tutti accalcati, come semi di melograno:  i passeggeri, compreso un vecchio prussiano che si regge a stento in piedi, le cameriere, i cuochi e persino la donna addetta al regolo calcolatore. Non abbiamo mangiato e l’acqua scarseggia.  Il parquet comincia a diventare scomodo. Guardare il ritratto che Boldini fece alla mamma di Andrea, gran bella donna, tra l’altro, né lui, né la sorella le somigliano, mi sta annoiando.  Francesca è seduta accanto a me. E’ più pallida del suo cappello parigino. Mi abbraccia.

“Marco chi sono ?”.

“Amici tuoi… Mazziniani, anarchici, forse…”

“Tesò, Non offendere ! Noi non crediamo nella violenza… Vogliamo l’Unità d’Italia tramite riforme federali”.

“Senti, Francesca, non mi va di litigare di politica… Ho fame, tossisco a non finire e mi hanno pure sequestrato… Fortuna…

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