Avatar, la collana completa | Kipple Officina Libraria

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[Letto su KippleBlog]

Ecco la collana “ammiraglia” di Kipple Officina Libraria: Avatar, che ha raggiunto le 20 uscite cartacee.
Nel gennaio 2000 nasce la fanzine
Avatär, uscita in 14 numeri fino alla fine del 2004 (e vincitrice di 3 Premi Italia della Fantascienza).
Da marzo 2005 si trasforma nella collana libraria Bibliotheka di Avatär, e nel gennaio 2010 definitivamente in Avatar. La collana è affiancata dalla versione digitale eAvatar, uscita in 23 numeri.

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eso5. Massa e dimensioni planetarie influiscono nell’ospitare la vita

Il Tredicesimo Cavaliere

Grazie a Stephen Bianchini, autore del presente articolo, dei precedenti quattro e dei prossimi tre (otto in tutto) avremo coperto, anche se un po’ sommariamente, un settore importantissimo, quello sui pianeti extrasolari. Dopo aver esaminato quattro importanti caratteristiche utili per classificare gli esopianeti, e cioè abitabilità, età, distanza e temperatura, questo articolo è dedicato alla massa e alle dimensioni. (RF)

eso5-a_moon-size_line_up1Nell’aprile 2014, la scoperta di un pianeta di dimensioni paragonabili alla Terra nella zona di abitabilità della sua stella ha provocato un sacco di entusiasmo nella comunità scientifica. Per ottimi motivi: oltre a trovarsi nella zona abitabile, con tutte le conseguenze del caso, la dimensione è l’altra variabile che viene subito a mente quando si pensa a un pianeta che potrebbe ospitare la vita. Una massa scarsa provoca una insufficiente attrazione gravitazionale, e quindi niente atmosfera. Se capitasse il contrario, probabilmente registreremmo l’accumulo di grosse quantità di idrogeno ed…

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Petroglyphomat, messages on stones | Neural

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[Letto su Neural.it]

La consistenza effimera della nostre comunicazioni quotidiane e ha probabilmente ispirato Lorenz Potthast a costruire “Petroglyphomat”, una sorta di fresatrice rudimentale che può “disegnare” forando materiali resistenti di diversa natura, guidata da una matrice di pixel predefiniti. Petroglyphomat nasce infatti con lo scopo ben preciso di creare un canale di comunicazione con il futuro, come l’autore stesso argomenta nel libro di formulazione teorica che accompagna l’opera. Trasportabile facilmente come un semplice zaino, Petroglyphomat funziona in modo molto semplice: dopo averlo fissato in verticale sulla parete desiderata, è possibile scegliere un’icona dallo schermo incorporato e avviare, tramite un controller Arduino, la fase di “scrittura” su pietra, trasformando simboli iconografici digitali in moderne incisioni rupestri. Le location ideali per tali incisioni sono secondo l’autore quei luoghi che hanno dimostrato o promettono resistenza nei secoli, come per esempio grandi costruzioni o monumenti del passato. I simboli utilizzati…

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Ted Chiang – Tutti i racconti (tutti gli altri, perlomeno)

VersoErcole

Dopo aver recensito qui l’antologia Story of Your Life, e qui il racconto La verità dei fatti, la verità dei sentimenti sul numero 74 di Robot, proseguo la lettura delle opere di Ted Chiang, tutte in lingua originale. Proseguo e termino, peraltro, avendo egli purtroppo scritto solo una dozzina di racconti in vent’anni.
Gran parte dei racconti sono liberamente disponibili su internet, e quando possibile fornisco l’indirizzo a cui potete leggerli se masticate l’inglese (e non è un inglese particolarmente complicato).

220px-Chiang,_Ted_(Villarrubia)_(cropped) Sembra quasi tenero, no?

Ma andiamo a vedere.

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Dalla finestra

HyperHouse

Dalla finestra accolgo le ombre farsi macchie, enormi pixel analogici della tua vita fake.

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Leviatani

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Ho esportato il mio percepire oltre le porte sensoriali del nulla, i simulacri dei leviatani erano ancora in piedi appoggiati all’abisso.

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I più venduti della stagione | Kipple Officina Libraria

HyperHouse

[Letto su KippleBlog]

Quali sono le 3 pubblicazioni Kipple Officina Libraria più vendute della stagione 2014-2015?

Eccole!

  1. “Stephen King. Le opere segrete del Re” di Rocky Wood
  2. “Il gatto di Schrödinger” di Lukha B. Kremo
  3. “Joe R. Lansdale. An interview” di Roberto Bommarito

Stephen King_Le opere segrete del Re di Rocky Wood

cover

Joe R. Lansdale

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DAVID GILMOUR: INTERVISTA A CLASSIC ROCK: IL PASSATO, IL PRESENTE, IL FUTURO | PINK FLOYD ITALIA

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Nuova intervista a David Gilmour, nell’occasione del suo nuovo album Rattle that lock. A differenza dell’altra, questa è molto più intimista e sonda il mare dei ricordi.

Di recente ho intervistato Nick e Roger e ho chiesto loro della possibilità di una reunion dei Pink Floyd. Nick Mason mi ha risposto: “Mi piace fare tournée e vivo nella speranza”. Roger mi ha risposto che la “questione non si pone affatto” perché alla sua età [ha 71 anni, n.d.r.] la vita dev’essere dedicata a fare ciò che ti piace fare”. Finora, i Pink Floyd sono un’opera in tre atti. Ci sarà un quarto atto?
No. Io ho finito. Ho passato una vita come Pink Floyd. Quanti anni sono dall’età di 21 anni fino a 69? Proprio tanti. Ho passato 48 anni come Pink Floyd – un bel po’ dei quali, all’inizio, con Roger – e il 95%…

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“Ex Machina” di Alex Garland e l’inizio della consapevolezza

N I G R I C A N T E

ex machina

ATTENZIONE SPOILER!

“Ex Machina” come a voler dire, scherzandoci un po’ sopra, “l’oggetto che un tempo era solo una macchina e ora non lo è più, è una ex macchina” oppure un riferimento monco alla frase latina ‘deus ex machina’ ovvero a un personaggio della tragedia greca che interviene nella storia per risolvere una trama difficilmente risolvibile, che rappresenta un punto nodale nell’evoluzione di un percorso. O forse entrambe le interpretazioni.

Di sicuro c’è che il film d’esordio del regista Alex Garland riesce ad affrontare, senza per questo risolverle definitivamente, tematiche fantascientifiche e filosofiche di una certa consistenza, adoperando un cast minimalista (cinque personaggi principali in tutto, volendo contare anche il pilota d’elicottero che compare all’inizio e alla fine del film), una sceneggiatura, per fortuna, senza inutili azioni mozzafiato di stampo hollywoodiano, e una location pressoché unica, se escludiamo alcune meravigliose panoramiche naturalistiche che servono a farci prendere fiato uscendo…

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The Brain Hack

Holonomikon

La parola è un virus, predicava il guru dei beatnikWilliam S. Burroughs. “Non viene riconosciuto come tale solo perché ha raggiunto un livello stabile di simbiosi con il suo ospite umano”. E nell’era del Social Web, nella piena maturità del Web 2.0, l’immagine ha saputo sostituirsi al linguaggio come vettore definitivo del contagio.

Da questa idea l’inglese Joseph White ha sviluppato un cortometraggio decisamente intrigante, che fonde computer science e ricerca artistica, in un percorso che avvolgendosi a spirale converge in un lucido ed efficace saggio di cinematografia sperimentale. S’intitola The Brain Hack e solo poche settimane dopo la sua uscita, in seguito alla proiezione sugli schermi del Los Angeles Short Film Festival, la neonata compagnia di produzione Studio 8, rimpinguata dai fondi d’investimento asiatici, ne ha acquistato i diritti per l’adattamento cinematografico. Visti i risultati, si annuncia un thriller ad alto tasso di…

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