DARTH VADER

Hasta internauti. Il ‘lato oscuro’ è alla porta: potrebbe decidere di bussare. Detto ciò, oggi gira ‘stranamente’. Continuo a credere che tutto quell’incrociarsi di scie chimiche sopra la nostra testa non sia molto salutare… Vi lascio uno scritto, qualcosa di tipo ‘incazzato zen’ o ‘similmente disturbato’.

Data astrale. Terzo Kyr di Tzyagoh. Oggi è il compleanno di Darth Vader… Auguri Maestro.

Cosa è la realtà? Cosa è buono? Cosa è giusto?

A contro B. Caino contro Abele. Cane contro gatto. Staticità eternamente contrapposta a dinamicità.

Quella scatola rettangolare esteticamente discreta che raccoglie voci e immagini da quel cavetto a muro che pare un tubetto flaccido e inutile, ha un difetto: non è vera e nemmeno costruttiva. Potrebbe/dovrebbe esserlo ma non lo è. Con quel suo che di immediatezza e rapidità che pare tutto debba esploderti in faccia da un momento a… subito. Ti lascia la maggior parte delle volte con quella sensazione opprimente del ‘stiamo per arrivare alla resa dei conti’ imbrigliando con diramazioni energetiche negative invisibili in un buco nero, e non propriamente di quelli sparsi tra le galassie.

L’aria fresca della sera che avevo appena annusato come fosse un fragrante profumo d’oriente, ora ha come minimo tracce odorose di liquami. Se le cerchi, in sottofondo, le trovi. L’azzurro del cielo, sempre oltre la medesima finestra, da attenuato a tonalità quasi magiche da una tenda trasparente con i suoi artefatti grafici… è grigio. La tenda, adesso opaca, sa di polvere.

Voci e immagini sono ossessioni. Spingo un pulsante su un rettangolino più piccolo che mi ritrovo tra le mani. Cambiano voce e immagini, rimane la stessa ossessività. Spingo un altro pulsante. Cambio… ossessivo. Pulsante. Ossessivo. Pulsante. Ossessivo.

Un paio di amici una volta mi dissero che da ben tre intere settimane non accendevano la TV (ndr. La scatola rettangolare, che è bene precisare, si deve accendere e non lo fa da sola. Per ora). Entrambi, una coppia sposata, nel ribadirlo sorridevano.

Vorrei sparare a qualcuno. Detto ciò ognuno è libero di fare ciò che gli pare, basta che non coinvolga me.

Riesco a spingere un altro pulsante sul rettangolino più piccolo. Spariscono voci e immagini. È già qualcosa. Continuo a voler sparare a qualcuno.

Trovate la corrispondente pagina del blog su FB al link: https://www.facebook.com/marcomilanidiariodiunoscrittorepigro

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